Dies Irae di Tommaso da Celano
| Giorno dell'ira sarà quel giorno dissolverà il mondo terreno in cenere come annunciato da David e dalla Sibilla. Quanto terrore verrà quando giungerà il giudice a giudicare severamente ogni cosa. La tromba diffondendo un suono stupefacente tra i sepolcri del mondo spingerà tutti davanti al trono. La Morte si stupirà, e la Natura quando risorgerà ogni creatura per rispondere al giudice. Sarà prodotto il libro scritto nel quale e' contenuto tutto, dal quale si giudicherà il mondo. E dunque quando il giudice si siederà, ogni cosa nascosta sarà svelata, niente rimarrà invendicato. In quel momento che potrò dire io, misero, chi chiamerò a difendermi, quando a malapena il giusto potrà dirsi al sicuro? Re di tremenda maestà, tu che salvi per grazia chi è da salvare, salva me, fonte di pietà. Ricorda, o pio Gesù, che io sono la causa del tuo viaggio; non lasciare che quel giorno io sia perduto.
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Cercandomi ti sedesti stanco, mi hai redento con il supplizio della Croce: che tanta fatica non sia vana! Giusto giudice di retribuzione, concedi il dono del perdono prima del giorno della resa dei conti. Comincio a gemere come un colpevole, per la colpa è rosso il mio volto; risparmia chi ti supplica, o Dio. Tu che perdonasti a Maria di Magdala, tu che esaudisti il buon ladrone, anche a me hai dato speranza. Le mie preghiere non sono degne; ma tu, buon Dio, con benignità fa' che io non sia arso dal fuoco eterno. Assicurami un posto fra le pecorelle, e tienimi lontano dai caproni, ponendomi alla tua destra. Una volta smascherati i malvagi, condannati alle fiamme feroci, chiamami tra i benedetti. Prego supplice e in ginocchio, il cuore contrito, come ridotto a cenere, prenditi cura del mio destino. Quel giorno sarà un giorno di lacrime, quando risorgerà dalla cenere il peccatore per essere giudicato. Perdonalo, o Dio: pio Signore Gesù, dona a loro la pace. Amen. |
Breve Biografia di Tommaso da Celano
Reso celebre per essere considerato il probabile autore dell'inno Dies irae e per aver composto due vitae di san Francesco d'Assisi, una vita di santa Chiara, e almeno due lodi del Poverello.
È inoltre venerato come beato vox populi.
Fu uno dei primi discepoli del santo di Assisi, entrando nell'Ordine francescano attorno al 1215.
Nel 1221 fu mandato in Germania con Cesario di Spira per promuovervi il nuovo ordine, e nel 1223 fu nominato "custode unico" (custos unicus) della Provincia renana dell'ordine, che includeva Colonia, Magonza, Worms, e Spira. Dopo un paio d'anni tornò in Italia, dove sembra sia rimasto fino alla sua morte, forse con brevi ambasciate in Germania.
Nel 1260 ottenne il suo ultimo posto, direttore spirituale di un convento di Clarisse a Tagliacozzo, ove morì attorno al 1270.
Fu sepolto prima nella chiesa di San Giovanni Val dei Varri annessa al monastero clariano; oggi le sue reliquie sono custodite nella chiesa di San Francesco di Tagliacozzo.